Itinerario della Praga comunista

Praga visse sotto il regime comunista per 40 anni, dopo la seconda guerra mondiale, e naturalmente in città ci sono tracce di quegli anni, sebbene la sua immagine stia cambiando di giorno in giorno.
E’ possibile visitare diversi edifici comunisti in città:

  • Museo del Comunismo (Na Prikope), anche se gli oggetti in esposizione hanno un’aria un pò kitsch, il museo permette di farsi un’idea su come furono i 40 anni di regime comunista a Praga. Il museo merita una visita, sebbene, forse, i praghesi non siano d’accordo: il museo, infatti, è stato criticato da molti per la mancanza di rigore storico.
  • Monumento alla liberazione nazionale, sulla collina Vitkov, dove furono seppellite le ceneri del presidente Klement Gottwald, dietro la gigantesca statua di Jan Zizka. Qui il Museo Nazionale vuole realizzare un monumento alle vittime del totalitarismo.
  • Stadio di Strahov, gigantesca arena, costruita nel 1926 per le attività della Sokol, un’organizzazione che promuoveva la cultura sportiva. Oggi vi si tengono grandi concerti rock.
  • Torre della TV di Zizkov (Mahlerovy sady), eretta negli anni ’70 per, così si dice, interferire con i segnali stranieri o addirittura emettere radiazioni nocive. Da qui si gode di uno splendido panorama sulla città.
  • Centro Congressi, ex palazzo comunista della cultura, costruito lontano dal centro di Praga per decentralizzare la città. Qui si tengono concerti pop e conferenze.
  • Metrò Andel, dalla piattaforma si possono vedere le decorazioni che celebrano gli astronauti sovietici su un mosaico dedicato al legame tra Mosca e Praga e asportato durante la ricostruzione del centro Andel.
  • Sbatreni (Vrchlickeho sady), uno dei pochi monumenti a favore dei sovietici rimasto a Praga. Si tratta di una statua di bronzo che raffigura un rappresentante della Resistenza con un mazzo di fiori che accoglie con un bacio un soldato sovietico in occasione della liberazione di Praga da parte dell’Armata Russa nel 1945.
  • Palazzo della radio ceca (Vinohradská 12), da qui partì l’annuncio dell’invasione dei carri armati del Patto di Varsavia nel 1968, per dar fine alla liberalizzazione della “primavera di Praga”. Una targa sul palazzo ricorda i giornalisti della radio ceca che persero la vita in tale occasione.
  • Edificio della Radio Free Europe – RFE (Vinohradská 1), ex sede dell’Assemblea federale, a partire dalla sua costruzione negli anni ’70 fino al 1993.
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